Bella Ciao

Presentazione: 

E’ il canto della Resistenza attualmente più conosciuto, in qualche maniera collegato all’idea stessa di resistenza all’oppressione. Questo grazie a un suo successo dopo la guerra, dovuto alla ripresa negli anni ‘60 nello spettacolo “Bella ciao” del Nuovo Canzoniere Italiano (con una supposta ascendenza da un canto delle mondine) ma anche da Yves Montand e addirittura da Claudio Villa; ma anche e soprattutto a un processo di “tradizione inventata” nel dopoguerra, quando, con l’avvento del centro-sinistra, la Resistenza diventa il fondamento della Repubblica, in un processo che portò a eliminare le istanze rivoluzionarie che erano parte delle motivazioni, per assimilare tutte le attività belliche e politiche contro il nazifascismo, a partire dal Regno del Sud.
In questa ottica “Bella ciao” rispondeva molto meglio a una visione ecumenica della Resistenza rispetto alla più “rivoluzionaria”, ma anche ben più cantata, “Fischia il vento”.
La canzone era cantata soprattutto in formazioni partigiane in Lazio, Abruzzo e Molise.
Non deriva dal noto canto delle mondine, composto nel ‘52 da V. Scansani, ma probabilmente da una canzone popolare nota come Fior di Tomba, conosciuta nel Nord Italia (e probabilmente cantata anche dalle mondine).
In una sua versione nota in Piemonte, una ragazza vuole maritarsi con un prigioniero condannato a morte, del quale vuol seguire la sorte nella tomba.
Nella seconda, nota soprattutto in Veneto, la ragazza si affaccia alla finestra (“Sta matin me son levata”) e vede l’amante che parla con un’altra donna; si chiude in casa e vuol fingere di morire per piangere qualcuno.
Negli anni Bella ciao divenne la matrice per innumerevoli canti politici e di fabbrica, mentre esistono versioni venezuelane, cubane, cinesi e curde.
Armonizzazione del Coro di Micene.

Stamattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
stamattina mi sono alzato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o partigiano, portami via
che mi sento di morir.

E se muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e se muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
e diranno: o che bel fior!.

E' questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà.